Malvasia del Chianti

La Malvasia del Chianti, che tecnicamente si chiama Malvasia Bianca Lunga, ha origine, con ogni probabilità, dal Nord Est. Prova ne sono i suoi parenti più stretti, ossia la Garganega, che ha fatto grande il Prosecco, e la Vitovska. A livello ampelografico, è una delle varietà più facili da riconoscere, con il suo tipico grappolo grande ed ampio, dagli acini rotondi e medio-piccoli e la buccia leggermente più spessa e resistente di quella del Trebbiano Toscano. Ovviamente, la morfologia cambia in base al clone ed al biotipo osservato, ma a grandi linee, queste sono le sue caratteristiche più evidenti. Cresce senza grosse difficoltà in tutta la Toscana, ma presenta alcuni aspetti critici: è particolarmente suscettibile alla peronospora, ma non è troppo resistente a nessuna delle malattie della vite. Oltre che in Italia, è sorprendentemente comune tra i filari della Croazia, dove se ne trovano piantati ben 500 ettari. A differenza del Trebbiano Toscano, la Malvasia è invece centrale nella ricetta del Chianti di Bettino Ricasoli, anche se oggi il moderno disciplinare del Chianti Classico non prevede l’utilizzo delle uve a bacca bianca per la produzione del Gallo Nero. Fondamentale il suo apporto al Vin Santo: dalla Malvasia del Chianti, come è giusto chiamarla in questo caso, vengono aromaticità e freschezza, centrali nel risultato del vino dolce reso grande dai viticoltori del Chianti.

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